Un progetto affascinante
immagini_articoli/1272401406_mor_temor_ponte_stretto.jpg Un ponte costruito su delle “piattaforme di calcestruzzo galleggianti”. E fra le travi e i piloni creare spazi destinati a centri commerciali, uffici, alberghi, parcheggi, cinema. L’idea del “ponte-shopping” è dell’architetto israeliano Mor Temor. Gli ambientalisti: “Ennesimo bluff, di innovativo c’è solo la riconversione immobiliare e commerciale dell’opera”.
Sul ponte galleggiante verrebbero costruite centinaia di case a schiera e decine di porticcioli turistici. Tre milioni di metri quadri destinati in abitazioni, la cui vendita – è lo scopo del tutto – assicurerebbe le risorse necessarie per realizzare l’opera.

Sul suo curriculum l’architetto scrive di essere in procinto di conseguire il dottorato di ricerca sui “ponti galleggianti” al “Technion – Israel Institute of Technology”. Il Technion è l’istituto israeliano per eccellenza nel settore delle tecnologie avanzate (ingegneria, elettronica ed informatica in testa), con una spiccata tendenza alla ricerca nel settore militare, nucleare ed aerospaziale. Nel solo periodo 2000-2007, Technion ha sottoscritto una decina di contratti con il Dipartimento della Difesa degli Usa per un totale di 525mila dollari per la fornitura di “servizi” e “attrezzature” top-secret.