Proprio di fronte alla costa sicula, sette isole di origine vulcanica si stagliano all’orizzonte. Sono le Eolie, ovvero Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Salina, Alicudi e Filicudi.

Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per i fenomeni vulcanici, le Eolie – disposte a forma di ipsilon orizzontale – sono una meta vacanziera sempre più di moda per il mare azzurro, l’ambiente tranquillo e rilassante, la buona cucina, la gente accogliente e ospitale. Si possono raggiungere in traghetto o aliscafo da Milazzo – il porto più vicino – Palermo, o Napoli.

Lipari, la più grande e la più importante delle sette sorelle, è ricca di chiese antiche, castelli e sfiziosi ristorantini all’aperto. Ovunque si trovano case bianche esposte al sole, immerse nel verde intenso della vegetazione e dei colori accesi dei fiori che spuntano dalle terrazze.
Moltissime sono le testimonianze artistiche delle civiltà che si sono sovrapposte nei secoli nell’isola. Ne costituisce un valido esempio il Parco Archeologico di Contrada Diana che si trova lungo via della Conciliazione nella cittadina di Lipari, appunto.
Qui si estendeva l’abitato risalente al Neolitico, sul quale successivamente si sovrapposero la necropoli greca e romana. Da ammirare le mura greche di fortificazione del IV secolo a.C. e numerosi altri ipogei romani.
Anche il Museo Archeologico Eoliano è una tappa da non perdere: fu fondato nel 1950 e raccoglie sculture, vasellame e ogni genere di testimonianze delle civiltà antiche, molte delle quali rinvenute anche durante spedizioni di archeologia subacquea.

Una volta giunti a Vulcano, si rimane affascinati dalla vivacità dei colori di questa terra, la più meridionale delle isole eoliane. Dal giallo dello zolfo al nero delle rocce vulcaniche.
Regala bellissime emozioni passeggiare a piedi nudi sulla sabbia grigia, anch’essa di origine vulcanica, mentre si contempla il paesaggio mozzafiato. La conformazione del paesaggio è naturalmente segnata dalla presenza di tre crateri, Vulcanello, il Cratere della Fossa e Monte Aria.
Il centro più vivace dell’isola è Vulcano Porto, alle pendici del Gran Cratere, sull’istmo fra il Porto di Levante (dove attraccano traghetti e aliscafi) e quello di Ponente. Proprio davanti al Porto di Levante si ergono maestosi due Faraglioni denominati della Fabbrica e di Levante, alti rispettivamente 56 e 36 metri.
Alle loro spalle si trova, invece, la Pozza dei Fanghi, un laghetto caldo di acque sulfuree, alle quali sono riconosciute numerose proprietà curative in caso di dolori articolari e reumatici, e malattie della pelle.

Salina si trova al centro dell’arcipelago ed è la seconda isola più grande per dimensione. Il cuore pulsante è il comune di Santa Marina, il principale dei tre presenti sull’isola, nella piazzetta dove sorge la bellissima Chiesa dell’Addolorata: qui attraccano navi e aliscafi e c’è anche il porticciolo delle barche.
Per chi ama fare shopping tra botteghe e sfiziosi negozietti, è consigliabile una puntatina sulla vivacissima via Risorgimento. Per godere, poi, dei panorami straordinari visibili quasi ovunque in questo angolo di paradiso, occorre salire al Belvedere, la parte alta di Santa Marina.
L’isola prende il nome da un piccolo lago salmastro, da cui si estraeva il sale per la conservazione del pesce e dei capperi. Questo lago oggi è una zona umida e protetta dove sostano gli uccelli durante le migrazioni.

Panarea: acqua azzurra, acqua chiara si potrebbe dire, parafrasando la celebre canzone di Lucio Battisti, assai eloquente per descrivere il mare incantevole che lambisce le sue coste.
È la più piccola delle sette sorelle, la prima raggiungibile da Napoli, ed è divenuta in breve tempo la meta preferita dai vip che vi soggiornano sempre più frequentemente. Panarea è circondata dagli isolotti di Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Lisca Nera, Dattilo, Bottaio, i Panarelli e le Formiche, tutti di origine vulcanica, paradiso per gli amanti delle immersioni che si potranno divertire ad ammirare i resti di antiche ville romane nei paraggi.
San Pietro è l’unico approdo dell’isola: qui sono concentrati ristoranti, negozi alla moda, bar e locali che durante la stagione estiva sono letteralmente presi d’assalto. San Pietro è interdetta alle auto – eccezion fatta per pochi taxi elettrici – e questo rende l’atmosfera ancor più protetta e intima. Cala Zimmari è la spiaggia più famosa di Panarea e si stende fino ai piedi del villaggio preistorico di Calajunco, risalente all’Età del Bronzo.

L’isola di Stromboli è sicuramente la più vivace delle isole eoliane: non per la movida notturna – assai tranquilla, invece – ma per l’effervescenza dell’omonimo vulcano che emerge dal Tirreno per oltre 900 metri. In Europa è infatti l’unico in permanente attività.
Conserva ancora un fascino selvaggio da respirare a pieni polmoni con lunghe passeggiate a piedi, anche perché qui le auto non sono ammesse. I centri abitati si trovano lungo la costa nord occidentale: Scari (il porto dove attraccano la nave e gli aliscafi), San Vincenzo (un agglomerato sorto intorno all’omonima chiesa), Ficogrande e Piscità (zona abitata dai forestieri). Venne alla ribalta del turismo d’élite quando i registi Rossellini e Bergman vi girarono la pellicola neorealista “Stromboli terra di Dio” nel 1949.

Non bisogna stupirsi che di notte a Stromboli non ci sia illuminazione notturna per le strade: il buio ingoia ogni cosa e permette così di alzare la testa per contemplare le stelle.
Ginostra, infine, si trova dalla parte opposta e per raggiungerla occorre effettuare il periplo dell’isola via mare. E’ un borgo di sparute case, dove l’elettricità è giunta solo nel 2004.

Filicudi è la seconda isola più occidentale dell’arcipelago (si trova a ovest di Salina). Da lontano si erge maestoso il Monte Fossa Felci, un cono vulcanico, ormai spento, alto 774 metri. L’approdo per le imbarcazioni è Filicudi Porto, nella parte meridionale dell’isola, che naturalmente corrisponde alla zona più vivace, centro di scambi e cuore pulsante di negozi e ristoranti. Gli altri piccoli centri sono Porto, Rocca di Ciauli e Pecorini a Mare, collegati tra loro da un’unica strada asfaltata. Come in tutte le isole dell’arcipelago, non si può fare a meno di gustare la cucina locale nei caratteristici ristoranti eoliani: dalla pasta con le sarde ai piatti a base di pesce fresco.
Non possono mancare i pomodorini freschi, i capperi, aromi e spezie, innaffiati dall’ottimo Malvasia, il vino per eccellenza delle Eolie.

Chi ama la solitudine, il relax , la pace, la quiete e il silenzio potrà scegliere di rifugiarsi ad Alicudi. L’isola è abitata da poco più di cento abitanti, concentrati prevalentemente ad Alicudi Porto. Anche qui non poteva mancare un cratere a contraddistinguere il profilo isolano: è quello estinto del Filo dell’Arpa a dominare con i oltre 600 metri d’altezza.
Dal porto si può risalire lentamente alle piccole frazioni di La Tonna, Pantalucci, Pianicello, San Bartolo, Bazzina, disseminate sulle pendici rocciose, raggiungibili a piedi o a dorso d’asino.
Sono disabitate d’inverno, ma popolate naturalmente durante la stagione estiva. Tra le meraviglie dell’isola i colori intensi che penetrano nell’anima, l’azzurro del mare e dell’orizzonte visivo, l’arancio del sole, il bianco accecante delle case, il verde degli ulivi e il rosso e il viola delle adorabili bouganville.